domenica 15 giugno 2008

Dio li fa e poi li accoppia. Per sempre?


L'articolo intitolato "Dio li fa e poi li accoppia" apparso nell'edizione del 15 maggio ha suscitato le perplessità di un lettore, che ci ha scritto il suo punto di vista. Secondo noi tanto valido quanto quello di Roberto Rizzato. Trovate l'articolo e la lettera sul nostro sito (www.illustrazione.ch),  questa invece la risposta di Roberto.

Carissimo lettore,
sono d'accordo con lei che il matrimonio sia un'OTTIMA palestra per risolvere i conflitti sociali. Difatti io stesso, quando mi sono dovuto separare da mia moglie, non me ne sono certo andato sbattendo la porta; ma anzi lei continua ad essere la mia migliore amica, soprattutto perché NOI abbiamo ancora due figli da crescere. Ci si può anche dimettere da marito (o da moglie); ma non certo da genitore: quello si è comunque per tutto il resto della vita...
Il mio articolo era volutamente ironico e ambiguo, concludendosi addirittura con un invito al matrimonio! Purtroppo non tutte le ciambelle riescono col buco e non tutti i matrimoni realizzano il famoso finale fiabesco: "E vissero felici e contenti". A volte per continuare ad essere davvero felici occorre togliersi l'anello; ma non c'è nessuna ragione per cui due persone, adulte e consapevoli, che fino a pochi anni prima si erano giurate di "amarsi e rispettarsi" fino alla morte; non c'è alcuna ragione per cui non possano continuare a intrattenere rapporti affettuosi e civili tra di loro anche DOPO la separazione. Aldilà di tante belle teorie, penso che i giovani apprendano soprattutto per imitazione e che ispirino molto il loro futuro comportamento a quello che hanno visto assumere dai loro genitori.Nella società contemporanea in cui tutto, anche il legame coniugale, è diventato MOLTO provvisorio; occorre saper distinguere le cose che (ancora) ci uniscono da quelle che (comunque) ci dividono. E occorre non pretendere sempre di avere ragione; ma accontentarsi di essere ragionevoli. Purtroppo la gente litiga, semplicemente perché non sa discutere. Con me nessuno corre questo problema. Ma certo è indispensabile che sia altrettanto ragionevole anche la controparte. Non so se ha visto il fim "Mary per sempre": era ambientato nel carcere minorile di Palermo. Michele Placido faceva la parte dell'insegnante che cercava di raddrizzare le menti dei giovani criminali. C'è un passaggio in cui riprende un giovinastro. La frase esatta non me la ricordo; ma la sostanza è questa. Il professore dice: "Possibile che tu debba risolvere sempre tutto a cazzotti?". Risposta del picciotto: "Purtroppo io vivo in un ambiente dove i problemi non si possono risolvere a chiacchiere. Beato te che hai a che fare con gente con cui si può sempre parlare"...

Un sorriso,

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Egregio Sig. Rizzato,

Lei e la sua redazione avete tutto il mio rispetto per avere pubblicato la mia opinione divergente. Apprezzo la vostra apertura di spirito.

Per esperienza rimango comunque d'opinione piu' polarizzata della sua, notando che per i nostri studenti la maggior parte delle separazioni, anche quelle amichevoli, sono all'origine di importanti traumi. La nostra scuola ospita 525 studenti, di 56 nazionalita' diverse; una grande parte di questi studenti sono internati. Puo' immaginarsi che il nostro staff funge da genitori surrogati. Senza avere ancora dati empiricamente verificabili, noto comunque che attraverso tutte le culture e tutti i tipi di separazione (amichevoli o no) la problematica che ho esposto nel mio scritto sussiste. Poco cambia se durante le visite dei genitori ci sia la mediazione di un avvocato o i due genitori divorziati si abbraccino pubblicamente. Quando ci si ritrova soli la sera con lo studente, le problematiche rimangono comunque molto simili.

In ogni caso apprezzo che lei abbia aperto questa discussione civile, e ribadisco i miei complimenti alla vostra redazione.

Cordialita',
Massimo Gygax

marco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marco ha detto...

Egregio Signor Gygax,
caro Roberto,

il nostro blog è stato esplicitamente creato per discutere, esattamente come avete fatto voi, delle tematiche trattate su ILLUSTRAZIONE TICINESE. Siamo felici che questo "nuovo" modo di comunicare stia prendendo piede e si svolga in maniera intelligente ed educata.
Un grosso complimento a voi!

Roberto Rizzato ha detto...

In ultima analisi mi verrebbe da dire: il divorzio non esisteva, vero, ai tempi di Adamo ed Eva? A pensarci bene forse neppure il matrimonio! Tuttavia persino Caino e Abele erano figli degli stessi genitori; eppure...