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giovedì 9 ottobre 2008

Fra realtà e virtualità...

Scrivere, una vera passione, nata quasi per caso… accidenti, sono passati ormai più di venti anni… da quando ho iniziato a scrivere di musica e spettacoli, ed era quasi come un gioco, anche se impegnativo, collaborando per diversi anni con alcuni quotidiani ticinesi.
Da sempre appassionato di musica, tecnica, informatica e nuove tecnologie, è stato ancora per caso che mi sono ritrovato a scrivere per un importante quotidiano con un appuntamento fisso ogni sabato, per l’allora “famosa” terza pagina, passando successivamente ad alcune riviste. Anni durante i quali ho imparato molto, da diversi professionisti del settore che molto mi hanno insegnato e che non finirò mai di ringraziare, poiché scrivere per me era ed è rimasto invece un passatempo da dilettante… impegnativo, certamente, ma 
sempre piacevole e di estrema soddisfazione.
Dalla musica agli spettacoli, dalla scienza alla tecnica, passando anche per l’arte, avendo scritto anche alcuni racconti, il passo verso l’informatica e Internet è stato tanto naturale quanto automatico, quando sin dai primi anni ’90 ho iniziato a parlare di Internet. Quella cosa che allora nessuno o pochi conoscevano, ma di cui oggi sembra nessuno possa proprio più farne a meno. Ed è così che giorno dopo giorno ho accumulato un paio di migliaia di articoli scritti e pubblicati su quotidiani, riviste e periodici, per approdare a Illustrazione Ticinese nel 1996, con una rubrica dedicata all’informatica e ad Internet.
Scrivere, una vera passione? Sicuramente, ma, fra computer e virtualità, non bisogna mai perdere di vista la realtà…
Ah, stavo quasi per dimenticare, ma se volete sapere cosa faccio e di cosa mi occupo veramente giorno dopo giorno, durante la mia vita reale, un giro virtuale sul mio sito web www.eliodelbiaggio.ch vi può magari anche servire e aiutare…
A tutti, un caloroso saluto, naturalmente reale e non virtuale ;-)


martedì 30 settembre 2008

Roberto... ritorno e vendetta!



Faccio radio da trent’anni (ho cominciato quando ancora frequentavo il Liceo Classico), di cui venti alla Radio Svizzera. Sono stato uno dei pionieri della Rete Tre e adesso agito il vostro sonno “radiosvegliandovi” molto spesso già all’alba delle 5 sulla Rete Uno. Pensavo di essere uno dei tanti illustri sconosciuti che bazzicano l’etere, finché un giorno mentre parlavo con la cassiera del supermercato un tale mi fa: “Ma lei è per caso Roberto Rizzato?”. Mi aveva sì riconosciuto dalla voce; ma la sua identificazione era stata resa possibile dal fatto che aveva visto la mia foto sull’ultima pagina dell’Illustrazione! In effetti quando cominciai nel 2003 la mia collaborazione con questa rivista, l’allora già ex-direttore regionale della RTSI, Marco Blaser, mi fece avere un suo biglietto d’auguri del tipo: “Vedrai che il fatto di scrivere su un giornale così radicato nel territorio ti darà grandi e insospettabili soddisfazioni”. È stato così e spero che lo sia ancora per TANTO tempo!
GRAZIE a tutti voi lettori (e spero anche miei ascoltatori) di essere così speciali :-)

P.Sss... Se vi va di dare una sbirciata anche ai miei fotoritocchi (oltre a quelli di Gabriele Campeggio presenti in questo blog), cliccate qui: http://www.flickr.com/photos/rizzato/

venerdì 26 settembre 2008

Roberto parte prima


Cyahoo!
Non mi sento un giornalista; solo uno che legge e che ogni tanto scrive. Ma soprattutto sono uno che parla. Fin troppo, vero? Per questo ho pensato di mettere nero su bianco qualche mio discorso: almeno potete facilmente cancellarlo. Dopotutto l’Illustrazione è gratis e la mia pagina si presta benissimo anche ad avvolgere un cespo di lattuga, piuttosto che un tozzo di pane. A me piace parlare di qualcosa, ovvero sostanziare il mio discorso con delle informazioni, e condire tutto con un po’ di humour.
Così, se non vi piace quello che dico e come lo dico, perlomeno vi torna utile il contenuto o vi resta qualche battuta, che potete sempre riciclare a vostro personalissimo uso e consumo. Faccio così anche alla radio. Mio nonno mi ha insegnato: “Se non hai niente da dire; non dirlo!”. Ma anche: “Non conta solo quanto parli; ma quanto dici”. Qui giocoforza devo attenermi ad una paginata di testo, per cui spesso mi trovo a ragionare sull’uso di ogni singola parola. Scrivo; ma soprattutto riscrivo e cancello, cancello, cancello... Sicché ogni tanto mi sovviene di Flaubert (senza fare ovviamente paragoni), al quale qualcuno criticava di abbattere una foresta per ricavare una scatola di cerini. Cos’altro potrei dirvi di me che già non sappiate? 


martedì 16 settembre 2008

Salute... a tutti!

Ho iniziato a scrivere per Illustrazione Ticinese in febbraio quando ho ereditato la rubrica dedicata alla salute… sono Stéphanie Scatizza (ora Castiglioni, altrimenti il mio neomarito si offende!). Ogni tanto vado ad interrompere il frenetico mestiere dei medici ticinesi con mille domande sui temi che più ci toccano da vicino. Di salute e medicina si parla tanto e ovunque, troppo spesso in maniera poco chiara per chi non è propriamente del mestiere. Con Illustrazione abbiamo puntato su tematiche comuni e scelto un’impaginazione schematica e sobria degli articoli, così da risultare di più facile lettura e comprensione. Sono cresciuta a pane e medicina, con un nonno marchigiano medico condotto e un papà ginecologo. Da piccola, la domanda “cosa farai da grande?”, aveva sempre la stessa risposta: il dottore! E invece… “se in futuro vorrai dedicarti alla famiglia, il mestiere di medico comporta troppi sacrifici…”, diceva papà. Così la vita mi ha donato una splendida famiglia e un mestiere che adoro, quello di giornalista, grazie al quale posso dar sfogo alla mia grande passione per la medicina.. e per i cavalli, ma questa è un’altra rubrica che (ancora…) non c’è! Ciao!!


lunedì 8 settembre 2008

Tutti a tavola!

Eccomi. Anch’io mi presento in rete. Sono Alda Viviani e dal mese di febbraio ho ereditato la rubrica A tavola in Ticino. Un lavoro che mi permette di dare forma a tre delle mie passioni: i piaceri della tavola, quelli della scrittura e il contatto con le persone.

Prima di scrivere un articolo, scelgo un ristorante, provo alcune delle specialità proposte, contatto i responsabili, che incontro poi in un secondo tempo. Si tratta di momenti in cui chi mi sta di fronte racconta della propria attività svelando però spesso anche pezzetti di vita privata. Sono incontri dai quali torno con il sorriso.
A volte, nella mia cucina, preparo le ricette presentate sulle pagine della rivista e, spesso, attraverso i profumi e i sapori delle diverse pietanze, rivivo le sensazioni provate nei vari ristoranti.


La redattrice dai capelli fucsia vi augura buona lettura e buon appetito!

martedì 12 agosto 2008

L'omm dal dialètt


Tal chi, ul Pier Baron, che al sa daa d'inténd da scriv in dialètt. Al fà anca lü quel che al pò. E, sicür, al pò mia contentai tücc. Anca se adess al dopra un computer, come tücc quii dala
so génerazion la tirat, in tempi non sospetti, ul "carrello Olivetti". E la scrivüt da tütt e sü tütt. Dala spila (spilla) par tegnii sü i brag fin ala bomba atomica. La sò zia Ida la gha diseva: "Tü scrivat ben, ma as capiss nagot". Ma lü, teston, la mai molat ul mazz. Le stai in California, Patagonia, Canada, Argentina e Australia, la portat i sciavattsül Mont Bianc, sül Rosa, sül Cervino, sül Ararat e sül Kilimanjaro, ma l'ha scalat, sétandos giò, i sgabei di bar. L'è stai a Londra e Buenos Aires, ma anca a Corcapolo e a Pirla, frazion da Montégg. La métut sü famiglia, cunt la sciora Carla: trii fiöö e cinc névodin. La Liliana, la püssée intévista da quisti chi, la gha ripét: "Nonno, questa l'hai già raccontata". Insoma, come al diseva ul proverbi: "Fidevas dala tempesta, di saett e du tron, ma mia di Bela (Bella, famiglia patrizia di Ponte Tresa) e di Baron".

venerdì 25 luglio 2008

In viaggio... con i lettori

Illustrazione Ticinese mi offre l’opportunità di condividere una passione col pubblico e di viaggiare… un po' più a lungo. Redigere i resoconti dei miei viaggi mi permette infatti di rivivere esperienze e sensazioni, rileggendo appunti e selezionando fotografie, anche nei mesi successivi il ritorno. Ma la motivazione maggiore la trovo nella consapevolezza che i miei pazienti lettori possano per un momento, magari anche con un poco di fantasia, affiancarmi nel viaggio e vivere le mie medesime emozioni.


domenica 13 luglio 2008

Ride bene...


...chi parte per ultimo! Ecco allora il turno del nostro mitico "ritoccatore folle"! Poi però ragazzi, sarà bene ricominciare a lavorare un pochino né!?

lunedì 7 luglio 2008

Partiamo anche noi!


Ecco fatto, adesso tocca a noi finalmente! Ciao ciao ci vediamo quando saremo più abbronzati...!

lunedì 30 giugno 2008

Cambio di guardia

Oggi è tornato il nostro... pescatore ed partito il direttore... Buone vacanze!

venerdì 27 giugno 2008

Tempo di vacanze...


Siccome non state nella pelle di sapere cosa fanno i redattori di IT (?!?) ecco allora che vi annunciamo il primo partente. Marco (Ortelli) se ne è già andato in vacanza e anzi, a dire il vero è già quasi di ritorno. Ma cosa avrà pescato??

domenica 15 giugno 2008

Dio li fa e poi li accoppia. Per sempre?


L'articolo intitolato "Dio li fa e poi li accoppia" apparso nell'edizione del 15 maggio ha suscitato le perplessità di un lettore, che ci ha scritto il suo punto di vista. Secondo noi tanto valido quanto quello di Roberto Rizzato. Trovate l'articolo e la lettera sul nostro sito (www.illustrazione.ch),  questa invece la risposta di Roberto.

Carissimo lettore,
sono d'accordo con lei che il matrimonio sia un'OTTIMA palestra per risolvere i conflitti sociali. Difatti io stesso, quando mi sono dovuto separare da mia moglie, non me ne sono certo andato sbattendo la porta; ma anzi lei continua ad essere la mia migliore amica, soprattutto perché NOI abbiamo ancora due figli da crescere. Ci si può anche dimettere da marito (o da moglie); ma non certo da genitore: quello si è comunque per tutto il resto della vita...
Il mio articolo era volutamente ironico e ambiguo, concludendosi addirittura con un invito al matrimonio! Purtroppo non tutte le ciambelle riescono col buco e non tutti i matrimoni realizzano il famoso finale fiabesco: "E vissero felici e contenti". A volte per continuare ad essere davvero felici occorre togliersi l'anello; ma non c'è nessuna ragione per cui due persone, adulte e consapevoli, che fino a pochi anni prima si erano giurate di "amarsi e rispettarsi" fino alla morte; non c'è alcuna ragione per cui non possano continuare a intrattenere rapporti affettuosi e civili tra di loro anche DOPO la separazione. Aldilà di tante belle teorie, penso che i giovani apprendano soprattutto per imitazione e che ispirino molto il loro futuro comportamento a quello che hanno visto assumere dai loro genitori.Nella società contemporanea in cui tutto, anche il legame coniugale, è diventato MOLTO provvisorio; occorre saper distinguere le cose che (ancora) ci uniscono da quelle che (comunque) ci dividono. E occorre non pretendere sempre di avere ragione; ma accontentarsi di essere ragionevoli. Purtroppo la gente litiga, semplicemente perché non sa discutere. Con me nessuno corre questo problema. Ma certo è indispensabile che sia altrettanto ragionevole anche la controparte. Non so se ha visto il fim "Mary per sempre": era ambientato nel carcere minorile di Palermo. Michele Placido faceva la parte dell'insegnante che cercava di raddrizzare le menti dei giovani criminali. C'è un passaggio in cui riprende un giovinastro. La frase esatta non me la ricordo; ma la sostanza è questa. Il professore dice: "Possibile che tu debba risolvere sempre tutto a cazzotti?". Risposta del picciotto: "Purtroppo io vivo in un ambiente dove i problemi non si possono risolvere a chiacchiere. Beato te che hai a che fare con gente con cui si può sempre parlare"...

Un sorriso,

lunedì 9 giugno 2008

Un collaboratore... rombante!


Cari Motor Time -isti,

questa volta tocca a me. Sono Stefano Pescia, ottimista e felice di aver eliminato dal mio vocabolario la frase “non si può fare”. Nella redazione di IT guido le pagine dedicate al mondo dei motori. Descrivere degli incontri, osservare e interpretare trasformando dei pensieri in storie è una passione che da diversi anni mi accompagna nel piacere di raccontare. La tematica è uno spunto che, per chi ama scrivere, ha poca importanza. Quello che comunque è una piacevole certezza è che l’automobile è un mondo di emozioni vissute a tutte le età, come le esperienze che ci accompagnano nella vita. Un appassionate intreccio tra il fascino del passato, la realtà del presente e la dinamica di un mistero per un futuro ricco di aspettative, di speranze e di positività. Un atteggiamento che mi auguro possa accompagnarvi almeno per i prossimi 50 anni, anche a quattro ruote. 

martedì 20 maggio 2008

Mamma mia, come passa il tempo!

Da dieci anni, ormai, scrivo regolarmente su Illustrazione Ticinese. Io lo definisco il mio “hobby”, perché mi dà la possibilità di fare davvero quello che mi piace, a cominciare dalle interviste agli alunni delle scuole elementari della Svizzera italiana. L’idea mi è venuta ascoltando chiacchierare le mie figlie ancora piccole. Così mi sono detta: perché non dar voce ai bambini del Cantone? Da allora ho incontrato più di 60 classi, quindi potete immaginarvi quante ne ho sentite! E per voi le ho trascritte…
Per anni ho anche girato il Ticino in lungo e in largo per realizzare il sondaggio che è una delle rubriche fisse, sempre molto gradite. Oggi, “viaggia” per me il fotografo Stefano Ember. Perciò, se vi fermerà per strada, siate gentili e rispondetegli. Sono io che lo mando…. E infine, ogni tanto, ho l’onore di intervistare personaggi più o meno famosi della nostra realtà locale. Ricordo con grande affetto l’incontro con Mariuccia Medici. Allora aveva 92 e mi raccontava con grande serenità che era pronta per l’aldilà. La morte non le faceva paura. A febbraio ha compiuto 98 anni…
Dimenticavo: mi chiamo Lorenza Storni e prima di scrivere per Illustrazione Ticinese ho lavorato al Corriere del Ticino e al Giornale del Popolo.


martedì 13 maggio 2008

Ciao a tutti!

Mi presento, sono Gabriele Campeggio, il grafico di Illustrazione Ticinese. Cronologicamente sono l'ultimo arrivato in questa "grande famiglia", ma è come se fossi qui da sempre! L'ambiente, le persone e il nostro tipo di lavoro fanno sì che si crei un legame molto forte e affiatato. Inoltre, posso dirvi che ogni giorno vengo licenziato dal mio capo, Matthias, per "fotoritocco eccessivo" nei confronti suoi e dei suoi redattori, ma fortunatamente (per quanto ancora non saprei...) sono ancora qui! Quindi fate tutti molta attenzione perché nessuno è immune! Lo scoprirete molto presto... Ciao ciao!

venerdì 9 maggio 2008

Lettera aperta a un lettore

Caro Luciano,

la mia rubrica "Scriv in dialètt" si è rivelata una sorta di «laboratorio», per vedere se il dialetto (il mio è una sorta di coinée fra quello malcantonese e luganese, vicino al «dialetto della ferrovia») può essere utilizzato nel linguaggio della «globalizzazion, you-tube, SMS» e quant'altro, negli ultimi anni, ha modificato anche il modo di pensare e di scrivere, in italiano. Ho raccolto, come era inevitabile, consensi e anche molte critiche, di cui tengo conto, soprattutto per l'utilizzazione degli accenti: la padronanza (relativa) di qualche altra lingua, dallo «Schwytzerdütsch», all'inglese e allo spagnolo mi permette escursioni, magari azzardate, su altri registri. Naturalmente cerco di non allontanarmi troppo dal «Lessico», elaborato dal team di Franco Lurà, che costituisce sempre un punto di riferimento, anche se non abbiamo l'Accademia della Crusca (come per l'italiano) che decide su parole, grammatica e sintassi.
La ringrazio per l'interesse dimostrato, penso che il successo della rubrica sia anche dovuto al fatto di apparire in dosi omeopatiche (una al mese), perché una «dialettata» troppo ravvicinata nel tempo arrischia di generare, come succede alle rubriche sui giornali, un senso di saturazione e sovraesposizione. Siccome sono vecchio e «ul métar l'è cürt» cercherò di trovare, almeno a medio termine, un continuatore della comunicazione dialettale che faccia suo lo spirito di questa rubrica. E che lo adatti ai tempi cui andiamo incontro.

Con cordialità e stima

Piergiorgio Baroni che si firma Pier Baron

lunedì 28 aprile 2008

Scrivo...

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Cercando di ordinare il caos di lettere alfabetiche, numeri ed emozioni che ogni giorno passano dentro e fuori di me, in redazione o in esterno, e realizzare servizi comprensibili da presentarvi in forma stampata...
Ah, dimenticavo, mi hanno chiamato Marco, e di cognome faccio Ortelli. Sono redattore di Illustrazione Ticinese dal giugno 2002, il mese e l'anno dei Mondiali di calcio nippo-coreani. Il riferimento sportivo è voluto. In ogni edizione infatti, curo la rubrica Sport, nella quale do voce a sportivi d'élite o a semplici appassionati della disciplina di volta in volta presentata.
Scrivo cercando di dare ordine al caos di lettere alfabetiche, numeri ed emozioni che caratterizzano ogni incontro professionale e umano.

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lunedì 21 aprile 2008

Mi faccio in... due!

Questa è Antonella, ma anche Anto, e a dire il vero, anche se la cosa le fa davvero impressione, è la veterana tra i collaboratori fissi di Illustrazione Ticinese. Dopo il direttore, è chiaro. Antonella lavora infatti in redazione dal 1998 e si occupa di moda e tendenze. Anto invece è arrivata più tardi, nel 2004, e pensa e realizza i lavoretti per i bambini. Antonella poi, che è più seria di Anto, si occupa anche della supervisione sulla distribuzione di Illustrazione Ticinese. In parole povere, interviene quando i lettori non la ricevono come dovrebbero. Se avete questo problema rivolgetevi a lei e farà in modo che la riceviate. Se invece voi o i vostri bambini desiderate chiedere qualcosa ad Anto, anche lei sarà felice di rispondervi, ma solo se non è occupata con... penne, pennelli e pasticci...!

lunedì 14 aprile 2008

Da grande farò...


Buongiorno!
Sono Marco, e anche il mio cognome è Werder. Sì, sono figlio di Matthias, e la copertina del 1979 (allora avevo 7 anni) può testimoniare che sono cresciuto a pane e... Illustrazione Ticinese. Ricordo che quando ero bambino mio padre parlava della rivista, delle sue soddisfazioni, ma anche delle sue preoccupazioni. A dire il vero, allora a me l'unica cosa che interessava della rivista era il "Gigogioco", una pagina a cura di Adriano Crivelli dedicata appunto ai bambini. Ed è proprio con questa filosofia che nel 2001 ho iniziato a lavorare per Illustrazione Ticinese: offrire ad ogni ticinese un argomento che lo possa divertire e interessare sfogliando la nostra rivista! Per questo motivo sarei felice di sapere quali sono i vostri interessi che ancora non trattiamo all'interno della rivista...

lunedì 7 aprile 2008

Ecco il nostro direttore!

Ciao! 
Sono Matthias, di nome. Werder, di cognome. 
Ho fatto per anni e anni il... giornalista e reporter, ho viaggiato in tutto il mondo finché ho deciso di abbandonare la vita da globetrotter e sono diventato - prima redattore responsabile (nel 1978) - poi editore di Illustrazione Ticinese (dal 1996). Quest'anno festeggio il mio personale giubileo: 30 anni di Illustrazione Ticinese, che però ne ha 77, lei! Insomma: una vita con Illustrazione Ticinese. 
Vi posso raccontare fatti, aneddoti, curiosità o tutto quello che vi interessa sul passato dell'unica rivista familiare ticinese. Rispondo volentieri a tutte le vostre domande.